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davidia - storie di un cuore qualsiasi

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lunedì, 25 agosto 2008


Lo sai che il male nasce e cresce dentro perché non lo si porta fuori con le parole?
"Farei questo, farei quest'altro, ma poi la reazione com'è?"
Come quando si leggono fatti di cronaca: "colto da un raptus".
Oggi sto spiegando a me stesso questo, ovvero: sto covando una specie di raptus ma è ancora allo stadio embrionale.
Tipo: sto tagliano le cipolle, voglio fare una frittata con un quintale di cipolle e prezzemolo, una cosa senza senso tanto che non riescono nemmeno ad appassire nell'olio queste cipolle (il termine giusto è "appassire", sì, come appassirebbero i petali di una rosa al sole di ferragosto), ecco, lei mi si avvicina e  dice "va bene che ti piace cucinare ma che cosa vogliono dire tutte quelle cipolle?". In effetti, penso, ma che cazzo te ne importa  a te se voglio una frittata con tantissime cipolle. Glielo potrei dire ma poi penso "eh no, devi stare calmo perché la calma è la virtù dei forti e non devi sempre fare lo scorbutico perché poi va a finire che litigate e se litigate poi tu stai male dentro e lo stomaco ti diventa una polpetta di carne marcia buttata dentro al pozzo di San Patrizio". Allora sto zitto o meglio, cerco di mantenere un contegno, di non fare il cafone come al solito, grugnisco un "ti faccio una frittata a parte senza cipolle" e lei prende ed esce dalla cucina mentre io taglio ancora una mezza cipolla che avevo dimenticato lì, sopra al lavello. E quella mezza cipolla la taglio con il coltellaccio lungo che di solito uso per le angurie. Un coltellaccio che potrebbe per metà infilzare la pancia di lei che è così magra e così insopportabile. Cioè, poverina, no. E' buona, gentile, a modo, onesta, ma i fatti sono che: primo io non la amo più e secondo mi danno sui nervi la sua bontà e la sua gentilezza e le sue buone maniere.
Le ultime fettine di cipolla non riusciranno nemmeno a cuocere. Le butto nella padella che le altre sono già quasi pronte per accogliere le uova sbattute. Nell'aria c'è un odore incredibile di cipolle. Io amo le cipolle però tengo un po' le finestre aperte perché so che a lei non piacciono tanto.
Ad un certo punto entra e dice "sembra di essere nella casa di un extracomunitario marocchino ma anche indiano con tutte 'ste cipolle". Io mi volto lentamente tenendo in mano il coltellaccio d'anguria e allora lei, in dialetto mi dice "cusa ghèt de vardàm cusé".
"Te met béle stùfat, se te la muchèt mia t'enfìlsi".
Lei mi guarda con gli occhi fuori dalle orbite senza dire niente poi si mette a ridere come una deficiente. E mi fa sentire un cretino con in mano il coltello lungo.
"I vicini penseranno che siamo due mica tanto normali" dico.
"Te sei matto, infatti" fa lei con le lacrime agli occhi.
"Tu non sai cosa dici" faccio io appoggiando l'arnese sul pianale di marmo della cucina "sto covando una cosa terribile"
E lei senza smettere di ridere e piegata in due "stai covando le uova per la frittata?".
La frittata.
Mi volto e le cipolle nella padella stanno bruciando, la cucina si sta riempiendo di fumo bianco. Spengo il gas pieno di dispiacere per le mie cipolle.
"Il fatto è che sto covando un raptus......" dico ad alta voce.
Allora lei, all'improvviso, smette di ridere e si raddrizza. Mi guarda seriamente. Mi fissa negli occhi e non dice niente.
Sto con le mani appoggiate alla cucina come in preda ad una enorme stanchezza.
"Ma di solito i raptus non si annunciano, si compiono e basta, uno non se ne rende nemmeno conto" stizzita prende e se ne va in un'altra stanza.
Così io rimango lì da solo con il raptus ancora dentro alla mia pancia che sta assumento forme strane, prima a palla e poi a coltello. E poi, infine, a coltellaccio.



postato da: davidia69 alle ore 13:45 | link | commenti (28)
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Commenti
#1   25 Agosto 2008 - 13:54
 
E' tra e cose più belle tue che ho letto!
ciao
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#2   25 Agosto 2008 - 17:48
 
se raccontassi com'è nato questo racconto ci salterebbe fuori un altro racconto........
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#3   25 Agosto 2008 - 17:55
 
la cosa è così: si pranza, si parla del più e del meno. Poi mio papà va in taverna a guardarsi la tv. La taverna dà sulla statale che è a trenta metri ma è trafficatissima, guarda la tv con le finestre aperte e gli scuri chiusi, ovviamente c'è un casino infernale e lui che fa? mette la televisione a manetta per sentire bene.....mia mamma in cucina a leggere che impreca perché non riesce a concentrarsi causa volume esagerato, io in ufficio su computer idem......poi dicono che uno si deve controllare!!!!!!!!!
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#4   25 Agosto 2008 - 17:57
 
ah ah, immagino bene!
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#5   26 Agosto 2008 - 12:52
 
tua madre ce l'ha molto con me

ecc..ecc..ecc..
utente anonimo

#6   26 Agosto 2008 - 16:41
 
Racconto fantastico, per quanto con ogni evidenza non di fantasìa. Gran scrittura, come sempre, stavolta anche crescendo di forza e precisione non comuni. Bello passare di qua, sderenarsi un po' a leggere, poi ricominciare le menate usuali.
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#7   26 Agosto 2008 - 17:53
 
non conoscevo il termine "sderenarsi", mi ricorda svelenirsi (o svelenarsi?), sdentarsi, svenarsi..


(uhm....no, svelenarsi deve essere un ibrido tra svelenirsi e svenarsi)....
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#8   27 Agosto 2008 - 00:13
 
un racconto STUPENDO :D!!!!
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#9   27 Agosto 2008 - 07:11
 
graziassai, grazie!
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#10   27 Agosto 2008 - 12:05
 
Il termine sderenarsi non esiste! Oggi pomeriggio vo a Dolceacqua in treno! Mio figlio però si droga.
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#11   27 Agosto 2008 - 12:09
 
ma cosa dici?
il termine esiste e non l'hai coniato te! (a forza di inventare ormai tutto è vecchio).
Se tuo figlio si droga devi stare attento: con le cose che si sentono dire in giro......e poi a Dolceacqua in treno? Acciuga non guida oggi? E il treno da Bordighera a Dolceacqua c'è? E com'è? Io te non ti ci vedo a passare i soldi a tuo figlio, mandalo a raccogliere un po' di insalata o anche le pere che adesso siamo in stagione e serve manovalanza!

saluti!
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#12   27 Agosto 2008 - 19:17
 
E' un termine romano, sderanare: togliere i reni.
si usa quando si intende dire:
ti faccio male - ti sdereno
oppure
sono stanchissimo per la fatica - sono sderenato

Spero di esserti stato utile :-)
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#13   27 Agosto 2008 - 19:19
 
... ecco! il significao esatto potrebbe essere
sderenare=distruggere
e tutti i suoi derivati
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#14   27 Agosto 2008 - 19:44
 
inquietantissimo, però.
grazie della visita
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#15   28 Agosto 2008 - 13:15
 
in effetti, dal De Mauro:

sde|re|nàr|si
v.pronom.intr. (io mi sderéno)
RE centr.
1 sfiancarsi, rompersi la schiena con un lavoro molto pesante
2 fig., inchinarsi servilmente [quadro 50]
Varianti: sdirenarsi.

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#16   28 Agosto 2008 - 13:16
 
Ero corsa a guardare il significato poi avevo pensato "ma perché ha usato quella parola?"

cose del genere, insomma.
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#17   28 Agosto 2008 - 16:39
 
sderenare è un termine che si usava molto negli anni 70 dall'allora gioventù che non era ne di destra ne di sinistra ma viveva barcamenandosi tra la scuola e il terrorismo.
mica c'ero l'ho sentito raccontare!
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#18   28 Agosto 2008 - 16:41
 
ah quasi mi dimentico, la raccolta delle pere è terminata mancano 3 o giorni:
non è stata un'annata da record
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#19   28 Agosto 2008 - 18:35
 
ehi, ciaoooo! :)
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#20   28 Agosto 2008 - 19:30
 
a me la frittata con le cipolle piace assai.
bello si.
ciao davidia :)
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#21   29 Agosto 2008 - 07:01
 
io a dire la verità non la mangio da una vita: l'altra sera mi sono fatta due uova sbattute senza cipolle, senza formaggio, solo un po' di prezzemolo.......mah....
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#22   29 Agosto 2008 - 07:25
 
le frittate non mi vengono mai, solo nella vita, ma non in padella.Mi si disfano quasi sempre quando le giro, forse perchè cerco sempre di farlo senza usare il coperchio...sempllice pigrizia, perchè quando mi concentro poi va bene. E' buona anche la frittata con poco, un pochino di latte, di farina e noce moscata. Quella semplice col prezzemolo è quella che mi piace più di tutte, frittatone di zucchine,di cippolle, di formaggio.
Cippolle, non l'ho corretta la doppia p, mi sembra ci stia bene.
Se ci pensi, le torte salate non sono che frittatone in pasta sfoglia.
Ecco, spesso la frittata la cuocio nel forno, con la carta forno, così non uso olio. Senza forno sarei una cuoca morta, lo uso tanto.
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#23   29 Agosto 2008 - 11:59
 
frittate rocambolesche come quelle di mia mamma. anche lei usa il coperchio, anche lei usa il forno (perchè così, dice, diventano rosse sopra e danno l'idea di essere ben cotte)....a me invece piaccino giallognole le frittate, con le cipolle e il prezzemolo, vedere i colori e non tutto marron dalla cottura.....alla fine se si sbriciolano si raccolgono con il cucchiaino e cose di questo tipo....









"mamma, quando me la rifai una frittata? basta che non la metti nel forno, dai!"

:)
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#24   29 Agosto 2008 - 12:06
 
la frittata nel forno è a scopo dietetico, come il polpettone avvolto nella carta forno, che non necessita di condimenti e resta compatto.
Infatti sì... si raccolgono sul piatto le mie frittate sbrindellate, che non sono neanche strapazzate.
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#25   30 Agosto 2008 - 17:09
 
io ho già fame,
ho fame
sempre fame

arf!
utente anonimo

#26   03 Settembre 2008 - 14:45
 
veniva usato negli anni 70 in modo spregiativo, sei uno "sderenato" per dire non fai un cazzo o sei senza carattere (sei senza reni)
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#27   03 Settembre 2008 - 14:45
 
questo racconto e' bellissimo.
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#28   04 Settembre 2008 - 07:44
 
grazie sai?

oggi mia mamma mi ha detto che per pranzo farà un fricandò allora le ho detto di fare una frittata "con tante cipolle, mi raccomando...".

:D
utente anonimo

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