Pixel vuoto davidia - storie di un cuore qualsiasi il divano rosso ma anche gli altri sono di Gian Paolo Dulbecco

davidia - storie di un cuore qualsiasi

Chi sono

Blogger: davidia69
Nome: davidia

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 31 dicembre 2007


Ti faccio compagnia.
Ci facciamo compagnia.
Senza la luce della televisione, nè con il sottofondo di RadioRadicale.
Non mi mangio più le unghie da un po', da quando me lo hai chiesto come si chiede a qualcuno di avere cura di sè stesso.
Mi sto facendo crescere i capelli.
E' incredibile! (Più per il fatto delle unghie che me le mangiavo già da quando andavo dalle suore, all'asilo).
Oggi la brina dei tre giorni si è sciolta, rimanendo per un po' sotto gli alberi come se avesse nevicato.
Però preferivo ieri col grigio perla e il resto.
Col silenzio e il resto.
Invece al supermercato c'erano un sacco di ragazzini che compravano birre e patatine per la festa di stasera.
Io ho comprato il detersivo per lavare i piatti che son rimasta senza.





:)

(In realtà il filmato si riferisce a questo che è un vero divertissement)


postato da: davidia69 alle ore 16:26 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 28 dicembre 2007


In questi giorni sento vere alcune cose, una in particolare: l'incessante desiderio-esigenza di scrivere, usare la parola nero su bianco, non usare il verbo ché non ne sono capace.
Vorrei scrivere di qualsiasi sciocchezza e sentire distintamente che le cose che scrivo mi fanno compagnia, riempiono vuoti, assenze, silenzi.
(La piaggeria è una cosa che detesto, mio malgrado.)
E però queste giornate di ieri e di oggi (e forse anche domani) fermate nella nebbia e nella brina, hanno qualcosa di fiabesco e luminoso; riflettente.
Non succedeva da anni (che mi sono sembrati secoli).
Oggi ho fatto della strada tra incroci di statali che sembravano tapis roulant.
Ho salutato, a distanza, alcuni aironi cenerini che si alternavano all'altezza di diversi chilometri sull'Asolana ex statale 343, poi un fagiano maschio che all'improvviso ha spiccato il volo sfiorando l'auto all'altezza della capote ma non ho avuto paura. C'era un che di leggiadro e stupefacente. Lo stesso dicasi per una poiana. Non so che avevano tutte queste bestie selvatiche che chiamerei, forse troppo riduttivamente, uccelli. Uscivano dal nulla e mi venivano incontro.
Anche un piccolo, quasi invisibile uccelletto notturno appollaiato su un cartello che segnalava un prossimo incrocio. Stava lì ed io l'ho visto. E anche lui mi ha visto ma mi sembrava un po' stanco, con il capo reclinato come stesse dormendo. No, allora non può avermi visto se dormiva. O non so. Ma so che era lì ad annusare l'asfalto.


postato da: davidia69 alle ore 17:41 | link | commenti (4)
categorie:


"Ci son macchine nascoste, e però nascoste male, che le vedi dondolare al ritmo di chi è lì dentro per potersi consolare....."


Era tipo il '94 e mi arrivava un catalogo di vendita per corrispondenza di videocassette, musicassette e cd.

Col senno di poi mi viene da pensare che Ligabue poteva essere più vecchio, che potevano essere più datate anche le sue canzoni. Il primo disco è del '90. Io avei detto che erano canzoni da metà anni ottanta o giù di lì e invece no.

Non mi piacciono le raccolte di canzoni. Il motivo sta che magari la sequenza dei brani non è la stessa che avrei fatto io. Tipo io non avrei mai messo "Bambolina e barracuda" vicino a "Hai un momento dio", e che diamine!
Ma fa niente.

Nel dvd ci sono i video di un bel po' di canzoni.
Sono divertenti, mi divertono sì. Un po' per via di questo salto temporale e un po' perché sono belle le canzoni-da-video.
"Ma guarda il Liga che faccia aveva! E che capelli!"

Di tutti i video ce n'è uno, l'unico diretto da una donna - Alessandra Pescetta - che trovo superlativo.
Superlativo perché racconta tante storie in una.
Superlativo perché tutte le storie sono appena sotto una piccola, impercettibile quantità di terra.

Superlativo perché è tale anche la canzone.
Una delle mie preferite.








postato da: davidia69 alle ore 11:56 | link | commenti (4)
categorie:
martedì, 25 dicembre 2007


Anni fa avevo un tizio che veniva a lavorare da me.
All'epoca aveva all'incirca ventotto anni, ora ne ha trentacinque.
Tipo solitario ma nello stesso tempo uno che sa divertirsi, stare in mezzo alla gente.
La sua passione più grande era - è - la pesca al siluro.
Aveva delle foto incredibili: di lui sulla chiatta, di lui sul barcone e con quei due amici che cercavano di trascinare fuori dall'acqua la "bestia" alta, più spesso, oltre i due metri.
Andava a pesca prevalentemente di notte, di primavera, d'estate. Ma anche d'autunno e d'inverno.
Nella stagione bella portava jeans tagliati, scarpe da ginnastica mezze rotte, quando non andava in barca stava in riva al fiume e si portava casse di birra da dividere con gli amici.
Mai visto con una ragazza.

Aveva, ha, capelli ricci e stopposi, la pelle arsa e gli occhi vivaci, ridenti, belli e cupi in uguale misura.
Poi una sera si deve trovare con un tale nei pressi di una boschina di pioppi, prima di cena. Prende la moto e saluta la madre e il padre.
"Torno tra un po'" e non dice bene dove va.
Passa la sera, la cena, la notte.
La madre e il padre non pensano finché non arrivano le tre del mattino.
Allora prendono l'auto e si dirigono verso l'argine, fanno passare dei luoghi non luoghi, degli spiazzi, dei campi, ma tutto è buio e fa caldo, le zanzare e poi chissà......
Non si capisce bene come, lo trovano in un campo, con le gambe rotte e le ossa delle gambe esposte alle zanzare, all'aria di merda della pianura, alle schifezze umide di una lanca.
Era così che con la moto lui non aveva visto una sbarra di ferro che ostruiva il passaggio dalla strada. Una sbarra di ferro messa così, da qualcuno che non voleva il transito di nessuno.
Così il giovane uomo selvaggio - uomo di pianura - stette tutte quelle ore lì, con le ossa rotte, fuori dalle gambe. Nei momenti di coscienza a fumarsi sigarette per tenere lontane le zanzare, a maledire il cielo zeppo di nero.
Era quasi estate.
Non ci si poteva credere.
Lui era cosciente e sapeva come sopravvivere.
Passò delle ore infinite nella notte.
Una notte infinita.
Fumò per ore fino a finire il pacchetto.

Passò quindici mattine in camera iperbarica.

"Dica all'Antonella che ora ho da scegliere tra tre donne perché ho trentacinque anni e devo decidere il mio futuro e devo decidere, che ne ho tre.....e non so come fare. Glielo dica, mi raccomando...."

Così anche l'uomo selvaggio di pianura può contare su tre volti e, magari, scegliere tra chi riuscirà meglio a sopperire alla mancanza di un fiume non necessariamente in piena.



postato da: davidia69 alle ore 15:07 | link | commenti (13)
categorie:
sabato, 22 dicembre 2007


"Serenità, immanenza, un mondo pacifico che finisce in questo cortile di casa dove si gioca, ben ordinato, protetto dalla tettoia e dal bel telone del cielo. Fluire della vita, acciottolato lucido del cortile, sorvegliato dalle finestrelle della cantina. Aria del pomeriggio, silenzio, domenica."

Libera nos a malo - Luigi Meneghello

postato da: davidia69 alle ore 09:58 | link | commenti (9)
categorie:
martedì, 18 dicembre 2007


foto di Stephanie Sinclair - miglior foto 2007 per Unicef



Si accoglie così una sposa?
Con le brache sporche che puzzano di capra?




Un fiore dalla corolla di seta rosa, e l'abito il gambo verde di un giglio.
Cos'ha di accogliente la folta barba che s'appoggerà  al tuo volto?
E le mani nascoste, come un impaccio, un impiccio nodoso.

Vedi, vedi che le tue mani, al contario, sono in bella mostra? Come a dire "io sono qui con la freschezza  dell'onda di un mare che non ho mai visto, onda che si infrange contro uno scoglio che sei tu".
Chissà se invece ti inorgoglisci della grandezza (o lontananza) di chi ti è stato assegnato.
No, scusa, al quale sei stata assegnata.
Chissà se ti hanno cosparso il corpo di unguenti e aromi per l'occasione.
Ne avevi il bisogno?
Che la tua carne sapeva già di buono.
Adesso non più, grande Ghulam.


postato da: davidia69 alle ore 11:56 | link | commenti (16)
categorie:
giovedì, 13 dicembre 2007


VANITA'....

Monte Marcello e Punta Corvo sono incantevoli....per raggiungere Punta Corvo a piedi, scendendo da Monte Marcello, quasi ci lascio la vita.
Mai ridiscendere fino al mare dopo pranzo e nemmeno coi sandaletti della domenica coi fiorellini....che però han dato prova di grande, grandissima robustezza.
Mare incantevole, durante la discesa il suo suono è lo stesso di un canto di sirene: ammaliante.
La macchia è qualcosa di selvaggio e intriso di vita. La migliore: ovvero quella di cui non ci si deve curare perchè basta a sè stessa.

Insomma basta parlare dell'estate che non siamo ancora in inverno.


postato da: davidia69 alle ore 16:43 | link | commenti (12)
categorie:
lunedì, 10 dicembre 2007


Io so che in Emilia Romagna trovo quasi tutto.
Cercavo una cosa e l'ho trovata, al contrario di qui.
Non ho fatto troppi chilometri; questa è terra di confine, basta attraversare un ponte qualsiasi in direzione sud.
Vado a bere un caffè in un bar le cui vetrate danno sul parcheggio di uno dei primissimi centri commerciali di quella zona che, tipo vent'anni fa, sembrava una cosa avvenieristica mentre oggi è di una tristezza immensa se paragonato a quelli di ultima generazione.
Nel bar ci sono tante vecchiette che si raccontano cose tipo "gli acciacchi" piuttosto che "i morti".
Ci sono due mulatte bellissime che giocano i soldi alle slot machine imboscate in un angolo in ombra del microbar. Più che altro è una a giocare mentre l'altra la guarda divertita con gli occhi da cerbiatta e i capelli lunghi.
Sul tavolino La Gazzetta di Reggio e Il Resto del Carlino Reggio.
Le notizie sembrano date a voce: brevi e con pochi dettagli. Per lo più cose locali, di cronaca.
In uno dei due quotidiani, nella pagina di Correggio, un bell'articolo dedicato alle iniziative su Pier Vittorio Tondelli  previste per questa settimana.
Sto lì una mezz'ora e me ne vado.
In Emilia, per dire, ci sono posti in cui stai seduto in un bar per mezz'ora e il caffè te lo fanno pagare un euro.

postato da: davidia69 alle ore 12:01 | link | commenti (28)
categorie:
mercoledì, 05 dicembre 2007


E la cameriera, così avvezza ai volti turistici, inciampò nella tua faccia vagamente mediorientale e cominciò a parlarti in inglese.
Tu, tra l'assorto e il perplesso - e come se nulla, ma proprio nulla fosse stato - le avevi risposto.

Evviva la frutta estiva che d'inverno si avanza nella coppa di macedonia!
"E' amara", spostando un grappolo di ribes rosso.
"Il tuo senso del dovere è troppo grande, se una cosa non è buona, si avanza."

Sbuffa il tempo del finto inverno nella città della finta gioia.
Eppure l'orologio segna e segue un tempo che è perfetto: lento il giusto, veloce il giusto.
Cosa si potrebbe desiderare di più?

Così, uscendo dal Motta e attraversando Piazza Duomo, avevo pensato ad una favola in cui l'Uomo dei Libri decide di nuotare tra le pagine.
Casa inondata da libri e libri e lui deve nuotare altrimenti uscire di casa, che so, dalla porta o dalla finestra ché nelle stanza non si può più stare.
Di notte non può dormire che se si volta e rivolta nel letto le torrette di libri gli crollano addosso.
E' pieno di lividi.
Deve fare spazio ma come, dove?
Ad ogni bracciata si squarciano storie, volti, strade,  boschi e mari.
Raccontami le storie nella notte e continua a nuotare per me caro Uomo dei Libri.
Nuota senza sosta.
Io sarò il tuo salvagente perfetto.




postato da: davidia69 alle ore 12:11 | link | commenti (13)
categorie:
domenica, 02 dicembre 2007




Ieri sera, a letto, avevo l'abatjour accesa, qualche libro sul comodino, il taccuino, le buste con le parole e le cartoline di O.
Poi volevo ascoltare qualcosa quasi a caso dall'ipod e mi sono accorta che avevo questa e che non l'avevo ancora ascoltata.
E' stato un caso.
Un caso.
Poi ho spento la luce ma la notte è passata senza sonno.



PONDICHERRY
(Massimo Volume - con Cristina Donà)

Dormi
Ti proteggerò
da quest'hotel dalle insegne spente
da questi passi che si avvicinano
e non giungono mai
[La pioggia è dolce
il tuo corpo un tempio
io mi inginocchio e dimentico]
Fuochi d'artificio illuminano il cielo
La pioggia è dolce
E il tuo corpo è un tempio
Dove mi inginocchio e dimentico
Dormi
Proteggerò i tuoi sogni
e ogni attimo vissuto insieme
Proteggerò il tuo corpo con il mio
ma non posso fare di più
Ho visto un uomo attraversare la strada
e scomparire in un taxi
'Non alzare gli occhi al cielo', mi ha detto
'perché stanotte è la notte
in cui gli dei amano giocare con il nostro destino'


postato da: davidia69 alle ore 20:05 | link | commenti (7)
categorie: